ICI (tributo non più in vigore)

ICI (tributo non più in vigore)

Ufficio: Tributi
Referente: Roberto Frascati - Innocenti Barbara - Razzauti Simone
Responsabile: Lucia Gramigni
Indirizzo: Via Garibaldi 1 - 50039 Vicchio
Tel: 055/84.39.260
Fax: 055/84.42.75
E-mail: tributi@comune.vicchio.fi.it; tributi.vicchio@anutel.it
Orario di apertura: MARTEDI´ dalle ore 8,30 alle ore 12,30 - GIOVEDI´ dalle ore 8,30 alle ore 12,30 e dalle 14,30 alle 18,00 - SABATO dalle ore 8,30 alle ore 12,30 solo su appuntamento

Descrizione

ATTENZIONE - L'ICI NON E' PIU' IN VIGORE DAL 1° GENNAIO 2012 - RESTANO PUBBLICATE ALCUNE NOTE COME INFORMATIVA FINTANTOCHE' SARA' POSSIBILE L'ATTIVITA' ACCERTATORIA DELL'ENTE E LA POSSIBILITA' DI RAVVEDIMENTO PER IL CONTRIBUENTE

Informazioni

ABITAZIONE PRINCIPALE

Gli immobili posseduti ed occupati dal soggetto passivo ICI in quanto ADIBITI AD ABITAZIONE PRINCIPALE (ovverosia quella utilizzata come tale dall’intero nucleo familiare, per chiarimenti consultare il regolamento dell’ente o contattare l’ufficio tributi) e la/e relativa/e pertinenza/e SONO ESENTI DA IMPOSTA.  L’esenzione è valida anche per gli immobili concessi in comodato / uso gratuito a parenti di 1^ grado (ovverosia fra genitori e figli) nonché quelli posseduti da soggetto passivo che risulta residente in casa di cura e non è stato locato.

NOTA BENE: come definitivamente chiarito dalla sentenza della Corte di Cassazione (sezione tributaria, sentenza n.14389 del 15/06/2010) marito e moglie hanno obbligo di convivenza ai sensi del codice civile. Pertanto, non hanno diritto all'esenzione ICI per abitazione principale qualora violino tale obbligo di convivenza né avevano diritto (prima del 2008) ad aliquota agevolata e detrazione per l’abitazione principale. Ribadiamo che i fabbricati posseduti da coniugi non coabitanti non sono assimilati all’abitazione principale e, pertanto, non sono esenti da imposta.

NOTA BENE: si ricorda che per assimilare all’abitazione principale (e, quindi, per ottenere l’esenzione ICI) la/e pertinenza/e e nonché gli immobili (e la/e relativa/e pertinenza/e) concessi in uso gratuito fra genitori e figli è necessario aver presentato comunicazione / dichiarazione ICI. Si rinvia al regolamento comunale (specificatamente art.16) per chiarimenti e precisazioni sulle pertinenze e sugli immobili concessi in comodato ed uso gratuito. In mancanza di tale dichiarazione i suddetti fabbricati non sono assimilati all’abitazione principale e, pertanto, non sono esenti da imposta.
   
ECCEZIONI ALL’ESENZIONE per abitazione principale
Per legge, non sono esentati dal versamento dell’imposta i nuclei familiari (vedi sopra) che hanno la propria abitazione principale in immobili accatastati in A/1, A/8 ed A/9. In tale caso, gli immobili (con la/e  relativa/e pertinenza/e se classificata/e o classificabile/i nelle categorie catastali C2, C6, C7) devono essere sottoposti all’aliquota del 5,9‰. Si ha inoltre diritto alla detrazione ordinaria per abitazione principale che ammonta ad € 120,00
La detrazione per abitazione principale non è mai applicabile agli immobili concessi in uso gratuito fra genitori e figli. La detrazione va, inoltre, riferita al periodo dell'anno durante il quale si protrae tale destinazione e deve essere divisa, in caso di più contribuenti residenti, in parti uguali fra loro (prescindendo dalla percentuale di possesso).
    Esiste una detrazione maggiorata pari ad € 150,00 utilizzabile da quei nuclei familiari residenti in immobili accatastati in A/1, A/8 ed A/9 ma la cui certificazione ISEE non sia superiore ad € 8.000,00 sulla base delle norme di cui all’art.16 del vigente Regolamento ICI.

L’ALIQUOTA APPLICABILE PER TUTTI GLI ALTRI IMMOBILI  (tutti i fabbricati non adibiti ad abitazione principale, quelli locati, le aree fabbricabili) è del 7 ‰.   

Si ricorda che per i TERRENI AGRICOLI non va pagata imposta essendo Vicchio comune con territorio interamente montano.

Affinché possano essere considerati come RURALI FABBRICATI ABITATIVI O AD USO STRUMENTALE, SECONDO IL CONSOLIDATO ORIENTAMENTO GIURISPRUDENZIALE NONCHE’ LA RISPOSTA UFFICIALE DEL MINISTERO DELL’ECONOMIA E DELLE FINANZE AD APPOSITA INTERROGAZIONE PARLAMENTARE (in data 19/01/2011), I FABBRICATI DEVONO ESSERE ISCRITTI IN CATASTO NELLE APPOSITE CATEGORIE A6 (per le abitazioni) E D/10 (per gli strumentali). I contribuenti interessati devono, quindi, provvedere ad accatastare in tali categorie gli immobili in loro possesso che abbiano requisiti di ruralità. Nelle more di tale classamento, il contribuente può presentare apposita autocertificazione per dichiarare la ruralità dei fabbricati in suo possesso, utilizzando i modelli che il comune mette a disposizione presso l’URP comunale nonché sul sito internet dell’Ente. Tale autocertificazione, stante la intrinseca transitorietà, non può che avere valore annuale.


RIDUZIONE AL 50% DELL’IMPOSTA PER FABBRICATI INAGIBILI
Si ricorda che, per poter usufruire di tale agevolazione, i fabbricati devono essere oggettivamente ed assolutamente inidonei all’uso cui sono destinati, per ragioni di pericolo all’integrità fisica o alla salute delle persone, oltre che essere di fatto inutilizzati. L’inagibilità può essere autodichiarata o può essere richiesta una perizia dell’ufficio tecnico comunale. La riduzione è applicabile dalla data di presentazione al protocollo della domanda di perizia o della dichiarazione sostitutiva. In ogni caso, non possono considerarsi inagibili o inabitabili gli immobili il cui mancato utilizzo sia dovuto a lavori di qualsiasi tipo diretti alla conservazione, all’ammodernamento o al miglioramento degli edifici (si veda il regolamento ICI, art.7). Si ricorda, inoltre, che dopo la presentazione dell’autocertificazione o della richiesta di perizia vi è comunque obbligo di presentare DICHIARAZIONE ICI sia per l’inizio che per la fine del periodo di inagibilità.
Il comune mette a disposizione dei contribuenti modelli utilizzabili per l’autocertificazione, disponibili presso l’URP comunale nonché sul sito internet dell’Ente.

DICHIARAZIONE  Si ricorda che il REGOLAMENTO ICI  prevedeva la soppressione dell’obbligo di presentazione di dichiarazione ICI, fermo restando che tale obbligo permane:
a)    in materia di riduzioni ed agevolazioni (ad esempio per assimilare ad essa una o più pertinenze dell’abitazione stessa, per l’abitazione concessa in uso gratuito fra genitori e figli che dà diritto ad usufruire dell’esenzione ICI per abitazione principale, annualmente per indicare il valore al 1° gennaio preso a riferimento per un’area edificabile, per gli immobili inagibili, per la ruralità dei fabbricati ecc.);
b)    nei casi in cui gli elementi rilevanti ai fini dell’imposta dipendano da atti per i quali non sono applicabili le procedure telematiche previste dall’art.3-bis del D.Lgs. 18.12.1997, n°463, concernente la disciplina del modello unico informatico.


PAGAMENTO
Il pagamento poteva essere effettuato in due rate:
a)    la prima rata, da pagarsi DAL 1° AL 16 GIUGNO, è pari al 50% dell'imposta dovuta;
b)    la seconda rata, da pagarsi DAL 1° AL 16 DICEMBRE, è a saldo dell'imposta dovuta;
Resta salva la facoltà del contribuente di provvedere al versamento dell'imposta complessivamente dovuta in un'unica soluzione entro il 16 giugno.
Nel caso di più contitolari dell’immobile soggetto all’imposta il versamento può essere eseguito congiuntamente da uno solo di essi e per l’intero importo dovuto (calcolato sulla base delle aliquote cui ogni singolo soggetto deve essere assoggettato), a condizione che sia presentata dichiarazione ICI per comunicare tale evento, trattandosi di una fattispecie agevolativa.
Il versamento va effettuato sul C/C postale n°71909956 intestato a COMUNE DI VICCHIO – ICI – TESORERIA COMUNALE   oppure presso la Tesoreria Comunale stessa (Cassa di Risparmio di Firenze, Agenzia di Vicchio - IBAN IT95L0616038160000000020C01). Si ricorda, inoltre, che è possibile effettuare versamenti mediante il modello F24.

Non si deve effettuare versamento se l’imposta complessiva da corrispondere non è superiore ad € 3,00. Tale importo non può essere considerato come franchigia, pertanto, se l’importo complessivo da versare è superiore a tale somma, il versamento deve essere effettuato per l’intero ammontare dell’imposta dovuta.

 

Avvertenze

TRIBUTO VERSATO IN MISURA INFERIORE O NON VERSATO – POSSIBILITA’ DI “RAVVEDIMENTO OPEROSO”

Nel caso in cui non sia stato provveduto al pagamento di un tributo comunale entro i termini di legge è possibile provvedervi successivamente mediante il "ravvedimento operoso" che comporta alcuni calcoli. Si veda la modulistica relativa alla comunicazione, da presentarsi presso l´Ufficio Protocollo del Comune e l'informativa in merito.

TRIBUTO VERSATO IN ECCESSO – POSSIBILITA’ DI RIMBORSI / COMPENSAZIONI

Qualora ci si accorga di aver versato in eccesso un tributo, si può chiederne il rimborso entro il 31/12 del quinto anno successivo al versamento. Si può anche chiedere di compensare tale eccesso con lo stesso tributo per altra annualità oppure per un diverso tributo comunale. Si veda l'apposita modulistica per le modalità di richiesta.

 

 

 

 

 

Normativa di riferimento

D. Lgs. 504/1992

Regolamento ICI

Reclami ricorsi opposizioni

Il Comune, nell'ambito della propria attività di controllo, può notificare ENTRO IL 31/12 DEL QUINTO ANNO SUCCESSIVO, avvisi di accertamento per omessa, tardiva o infedele denuncia oppure per mancato pagamento della Tassa.

Qualora si riscontrassero inesattezze in tali atti, se ne può chiedere il riesame in autotutela mediante il modello di cui sotto, prima di proporre ricorso in commissione tributaria. SI consiglia di consultare il REGOLAMENTO PER GLI ISTITUTI DEFLATTIVI DEL CONTENZIOSO

 

RICHIESTA DI RIESAME (rettifica o annullamento) IN AUTOTUTELA – Il destinatario del provvedimento può presentare istanza in carta semplice (indirizzata all’ufficio tributi del Comune di Vicchio – Via Garibaldi 1 – 50039 Vicchio) per sollecitare l’avvio del procedimento di annullamento o di rettifica dell’atto stesso (ad esempio per errore di persona, errore logico o di calcolo, doppia imposizione, mancata considerazione di versamenti regolarmente effettuati, mancata considerazione di aliquote agevolate, detrazioni ecc.). L’istanza deve evidenziare l’errore commesso. Si prega di allegare copie di documentazione probatoria che non sia in possesso dell'ente (ad esempio bollettini di pagamento, notifiche di rendite, ecc.). L’istanza non interrompe i termini per il pagamento né per la proposizione di ricorso. E’ cura dell’ufficio cercare di rispondere celermente a tutte le istanze, ma il contribuente è pregato di monitorare i tempi e, casomai, di contattare personalmente (oppure telefonicamente o via mail) l’ufficio per farsi anticipare la decisione adottata in merito all’eventuale riesame della pratica. 

NOTA BENE - Chi fosse in possesso di PEC (casella di posta elettronica certificata) e gradisse utilizzare tale mezzo per l'invio di denunce e/o per la ricezione di comunicazioni da parte dell'ufficio, è pregato di utilizzare la mail certificata tributi.vicchio@anutel.it

 

PROPOSIZIONE DI RICORSO IN COMMISSIONE TRIBUTARIA – Contro l'atto di accertamento é ammesso ricorso su carta bollata (atti giudiziari) alla COMMISSIONE TRIBUTARIA PROVINCIALE DI FIRENZE (Via Fra’ Jacopo Passavanti 3) ai sensi del D.Lgs. 31.12.92 nr. 546 e successive modifiche, con le seguenti modalità:

– entro 60 giorni (tenendo conto dei termini di sospensione previsti dalla vigente normativa) dal ricevimento del provvedimento, il contribuente dovrà a pena di inammissibilità notificare il Suo ricorso all'Ufficio Tributi mediante consegna di copia al protocollo dell’Ente oppure con le modalità di cui agli artt. 137 e seguenti del Codice di Procedure Civile oppure a mezzo del servizio postale (raccomandata con avviso di ricevimento - in quest’ultimo caso la data di spedizione ha valore quale data di presentazione).

– nei successivi 30 giorni il ricorrente dovrà a pena di inammissibilità, provvedere alla sua costituzione in giudizio depositando presso la segreteria della Commissione il fascicolo con:

 1) il ricorso originale se la notifica all'Ufficio Tributi è avvenuta con le norme di cui agli artt. 137 e seguenti c.p.c., oppure la copia se la notifica è avvenuta mediante deposito diretto o tramite spedizione postale;

 2) l'originale o la fotocopia del provvedimento impugnato;

 3) gli originali o le copie dei documenti prodotti a propria difesa da elencare nel ricorso cui sono allegati.

Per i ricorsi proposti dai contribuenti a partire dal 1° gennaio 2016 si attiva la procedura di RECLAMO   e non potranno essere depositati in commissione tributaria prima del decorso di 90 giorni dalla loro notifica. In caso contrario, il ricorso è improcedibile, come da Articolo 17 bis – D.Lgs.546/1992 così come modificato da: Decreto legislativo del 24/09/2015 n. 156 Articolo 9, ovvero: 1. Per le controversie di valore non superiore a ventimila euro, il ricorso produce anche gli effetti di un reclamo e puo' contenere una proposta di mediazione con rideterminazione dell'ammontare della pretesa. Il valore di cui al periodo precedente e' determinato secondo le disposizioni di cui all'articolo 12, comma 2. Le controversie di valore indeterminabile non sono reclamabili, ad eccezione di quelle di cui all'articolo 2, comma 2, primo periodo. 2. Il ricorso non e' procedibile fino alla scadenza del termine di novanta giorni dalla data di notifica, entro il quale deve essere conclusa la procedura di cui al presente articolo. Si applica la sospensione dei termini processuali nel periodo feriale. 3. Il termine per la costituzione in giudizio del ricorrente decorre dalla scadenza del termine di cui al comma 2. Se la Commissione rileva che la costituzione e' avvenuta in data anteriore rinvia la trattazione della causa per consentire l'esame del reclamo

Se l’importo dell’imposta o della maggiore imposta accertata/liquidata è superiore ad € 3000 (TREMILA) è necessario dare mandato ad un difensore abilitato all’assistenza tecnica nel processo tributario.

 

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